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Donald Trump alla Casa Bianca: quali conseguenze per il futuro del TPP e il libero scambio in ASEAN?

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A cura dell’Italian Desk di Dezan Shira & Associates

L’aperta opposizione del presidente eletto degli Stati Uniti Donald Trump al Partenariato Trans-Pacifico (Trans-Pacific Partnership, TPP) ha indiscutibilmente creato un clima di tensione attorno all’accordo. Se per i sostenitori del TPP la vittoria di Trump significa la realizzazione delle loro peggiori aspettative, gli oppositori attendono con ansia che Trump mantenga una delle promesse più controverse della sua campagna elettorale: abbandonare il TPP. La possibilità che gli USA possano rinegoziare il TPP non solo è limitata, ma anche difficilmente realizzabile – la preparazione dell’accordo dura da sette anni, con una negoziazione che ha fatto scendere a compromessi diversi Paesi da entrambi i lati del Pacifico.

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La nuova Legge sugli Investimenti esteri del Myanmar

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A cura dell’Italian Desk di Dezan Shira & Associates

La Commissione per gli Investimenti del Myanmar (Myanmar Investment Commission, MIC) ha recentemente annunciato che la nuova legge sugli investimenti sarà in vigore da aprile 2017. La Legge sugli Investimenti, approvata dalla camera bassa il 28 settembre e dalla camera alta il 5 ottobre, è stata firmata dal Presidente Htin Kyaw il 18 ottobre.

Sebbene il testo della Legge debba ancora essere ultimato, gli aspetti chiave sono stati invece resi noti. La Legge sugli Investimenti combina infatti la precedente Legge sugli Investimenti per i cittadini birmani con la Legge sugli Investimenti esteri, ponendo fine a questa anomalia unica nella regione ASEAN. Le novità della nuova Legge prevedono un nuovo procedimento di approvazione del MIC, aggiornamenti relativi all’entità degli incentivi fiscali, e semplificazioni sui contratti di locazione per gli investitori stranieri. Anche se il Myanmar rimane una difficile meta per gli investimenti a causa dell’incertezza politica in corso e di un quadro giuridico e normativo relativamente poco sviluppato, la nuova Legge sugli Investimenti riflette il continuo impegno del Paese ad attrarre investimenti diretti esteri.

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Il mercato immobiliare nella regione ASEAN

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A cura dell’Italian Desk di Dezan Shira & Associates

 

ASEAN-Real-EstateA seguito dell’istituzionalizzazione della Comunità Economica dell’ASEAN, nel 2015, i Paesi della regione hanno instancabilmente lavorato verso una progressiva armonizzazione della politica economica comune. La rimozione delle barriere commerciali e l’apertura verso la regione sono il risultato dell’implementazione di accordi di integrazione regionale, dell’applicazione di misure standardizzate, e di una crescente competitività tra gli stessi membri dell’ASEAN volta ad attirare investimenti esteri. Negli ultimi anni, il mercato immobiliare è stato fortemente liberalizzato in molti stati membri, vantando quindi una considerabile crescita.

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Domande e Risposte: Usare Singapore come base per gli investimenti nella regione ASEAN

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A cura dell’Italian Desk di Dezan Shira & Associates

 

A fronte della crescente integrazione nella regione ASEAN, l’importanza di Singapore come punto d’ingresso per gli investimenti esteri sta notevolmente aumentando. Vediamo in che modo.

Domanda: Qual è la ragione della vertiginosa crescita di Singapore come centro d’investimenti dell’ASEAN?

Risposta: Diversi fattori contribuiscono a convergere le scelte su Singapore: basti pensare all’efficiente amministrazione delle operazioni regionali, alla supply chain integrata e agli obblighi fiscali minimi che permettono a Singapore di competere facilmente con centri d’investimento più tradizionali come la Malesia e i suoi vicini.

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La Guida per le procedure di Import e Export a Singapore

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singapore-shippingA cura dell’Italian Desk di Dezan Shira & Associates

Conosciuto per la sua facilità nel fare business, per la sua propensione agli affari internazionali e per la sua strategica posizione di collegamento marittimo tra Oriente ed Occidente, Singapore rappresenta un centro ideale per investitori stranieri.

Grazie alla sua connessione con più di 600 porti in 120 Stati, Singapore è il secondo porto più trafficato al mondo e la principale porta d’accesso per la regione ASEAN. Nel 2014 Singapore è stato il quattordicesimo principale esportatore al mondo negli scambi commerciali, con un valore di USD 420 miliardi e il quindicesimo importatore al mondo, con un valore di USD 366 miliardi. Classificato dalla Banca Mondiale come il migliore posto al mondo dove stabilire e condurre attività di business, acquisire una società commerciale in Singapore è solo una questione di ore.

Inoltre, l’avanzato sistema infrastrutturale singaporiano ed i venti accordi di libero scambio stipulati con trentuno economie accrescono il suo fascino come una delle migliori basi commerciali nel Sud-Est Asiatico.

Coerentemente con la reputazione di economia business-friendly e del chiaro sistema normativo di Singapore, le procedure di import e export nel paese sono semplici ed efficienti e l’acquisizione dei relativi permessi e licenze avviene in brevissimo tempo.

Questo articolo mira ad evidenziare le procedure da seguire per l’ottenimento dei documenti necessari quando si tratta di importare ed esportare a Singapore.

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La sharing-economy nei paesi ASEAN: comprenderne opportunità e regolamentazione

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Investing in ASEAN's Sharing EconomyA cura dell’Italian Desk di Dezan Shira & Associates

La diffusione di internet nel Sud-Est asiatico è in continua ascesa e la regione ASEAN è ogni giorno più interconnessa.  L’area, che conta 663 milioni di abitanti, è uno dei mercati più promettenti del mondo in ambito di servizi informatici. Primi tra questi sono i cosiddetti servizi di sharing economy – una serie di servizi peer-to-peer noti per ridurre sensibilmente i costi relativi ad alcune prestazioni essenziali come i trasporti e l’alloggio.

Secondo uno studio condotto nel 2014 da Nielsen, le popolazioni indonesiane e filippine erano considerate tra le cinque a livello mondiale ad oggi pronte a far parte della sharing-economy. L’Indonesia si è classificata seconda grazie all’87 per cento dei rispondenti che si sono detti pronti ad utilizzare i servizi della sharing-economy, mentre le Filippine si sono posizionate quarte, distanziate di 2 punti percentuali.

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Brexit: cosa cambia per gli investitori dell’area ASEAN?

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A cura dellItalian Desk di Dezan Shira & Associates 

ASEAN BrexitConiata come “Brexit”, la fuoriuscita del Regno Unito dall’Unione Europa decisa da un risicato 52 per cento dell’elettorato britannico, è stata motivo di sgomento per gli analisti di tutto il mondo e i dibattiti inizialmente solo europei sono oggi una questione decisamente globale. È largamente discusso se la decisione presa avrà considerevoli ripercussioni solo sull’economia del continente oppure se, considerata la stretta interconnessione dei mercati, coinvolgerà anche gli altri operatori globali, senza eccezioni. Evidenze empiriche portano tuttavia a propendere più per il secondo scenario. Basti segnalare in tal senso come i mercati valutari del Sud-Est Asiatico abbiano già mostrato evidenze nei tassi di cambio, resi estremamente volatili. La futura esclusione del Regno Unito dalla fitta trama di accordi commerciali stretti tra UE e regione ASEAN, poi, è suscettibile di avere un impatto a lungo termine sul commercio regionale. Ecco che, per tutti gli investitori europei attivi nella regione ASEAN e per i gruppi britannici che si dicono interessati ad investirvi, risulterà fondamentale monitorare da vicino gli sviluppi della “Brexit”.

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Singapore ed Australia annunciano l’aggiornamento dell’accordo di libero scambio

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A cura dell’Italian Desk di Dezan Shira & Associates

SAFTAGli stretti legami commerciali tra Singapore e l’Australia continuano a rafforzarsi. Con una comunicazione congiunta del 6 maggio 2016, i due Paesi hanno annunciato una Partnership Strategica Integrata (“Comprehensive Strategic Partnership”). La collaborazione si inserisce all’interno del processo di terza revisione cui si sta sottoponendo l’accordo di libero scambio tra Singapore e Australia (SAFTA). La finalità primaria del SAFTA, firmato dai due Paesi nel 2003, è quella di creare un ambiente economico, politico e sociale tra i due Paesi tale da renderne agevole il commercio e la cooperazione, favorendone allo stesso tempo l’integrazione. A dimostrazione della crescente collaborazione in ambito economico ma anche sociale dei due Paesi, basti ricordare che oggetto della terza revisione saranno: l’istruzione, le scienze, l’innovazione tecnologica, la mobilità del lavoro e la difesa. Inoltre, la revisione includerà un accordo regionale tra Singapore e l’Australia settentrionale finalizzato ad incoraggiare le imprese attive nei due territori a tutelare le supply-chains nel settore agroalimentare. In ultimo, l’accordo avrà anche come obiettivo lo snellimento l’apparato burocratico degli appalti pubblici. Nel complesso, dunque, la Partnership Strategica Integrata è stata pensata per incrementare le opportunità di business in entrambi i Paesi. Per sapere di più circa le origini storiche del SAFTA, clicca qui.

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ASEAN e mobilità della forza lavoro: situazione attuale e prospettive per il futuro

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A cura dell’Italian Desk di Dezan Shira & Associates

asean-laborA seguito della costituzione della Comunità Economica dell’ASEAN (AEC) alla fine del 2015, l’ASEAN ha raggiunto un traguardo fondamentale verso l’integrazione politica, economica e culturale della regione. Come riportato nel 2007 nell’ASEAN Economic Blueprint (il documento cardine del progetto di creazione della Comunità Economica, con il quale i rappresentanti dei paesi dell’ASEAN hanno stabilito regole, obiettivi e procedure da seguire per raggiungere il pieno sviluppo della regione asiatica entro il 2020), la AEC ha come ambizione quella di «trasformare l’ASEAN in una regione con libera circolazione dei beni, dei servizi, degli investimenti, del lavoro qualificato e dei flussi di capitale». Se da una parte si sono ottenuti considerevoli progressi nella liberalizzazione e nella normalizzazione delle norme regionali in molti di questi ambiti, l’istituzione della libera circolazione della manodopera qualificata resta un punto su cui lavorare ancora molto.

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Novità fiscali e di finanziamento nella regione del Mekong

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A cura dell’Italian Desk di Dezan Shira & Associates

mekong_region_mapThailandia – Il Business Collateral Act

A partire dal 2 luglio 2016, alle piccole e medie imprese in Thailandia verrà garantita una maggiore possibilità di accesso ai prestiti all’interno del Paese. Il Business Collateral Act (BCA), approvato nel novembre 2015, prevede infatti un ampliamento della portata delle linee di credito attuali e, allo stesso tempo, assicura migliore protezione dall’incremento dei rischi che ne deriva a chi fornisce il prestito.

Per le società che fino ad ora sono state in cerca di finanziamenti, la regolamentazione thailandese sulle garanzie rappresentava un ostacolo non indifferente per l’ottenimento di fondi. Secondo la legge attuale, infatti, le uniche opzioni di garanzia accettate sono l’ipoteca – in circostanze molto limitate – e un sistema di pegno per cui vengono ceduti dei beni all’ente creditizio durante l’intero periodo di rimborso.

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