Guida ai permessi di lavoro per lavoratori stranieri in Myanmar

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Myanmar

A cura dell’Italian Desk di Dezan Shira & Associates

Il Myanmar continua ad aprirsi dopo anni di isolamento e molti investitori stranieri stanno entrando nel Paese per la prima volta. Di solito, chi inizia un business partendo da zero spesso porta con sé lavoratori stranieri qualificati per supervisionare l’inizio della nuova attività. Se si considerano la scarsa formazione e le modeste competenze tecniche dei lavoratori locali, la possibilità di impiegare lavoratori stranieri qualificati diventa particolarmente importante in Myanmar. Secondo il Ministero del Lavoro, su una popolazione di circa 52 milioni di persone soltanto circa 500 lavoratori qualificati soddisfano gli standard internazionali.

Le norme sull’impiego di lavoratori stranieri in Myanmar sono ancora in fase embrionale, così come numerose altre in ambito imprenditoriale. In Myanmar manca un sistema di permessi di lavoro esauriente per i lavoratori stranieri, nonostante il governo (guidato dalla Lega Nazionale per la Democrazia) stia preparando un insieme di norme per creare un quadro più coerente. Fatta questa premessa, al momento sussistono diversi modi attraverso cui i lavoratori stranieri possono ottenere uno status lavorativo legale in Myanmar, che verranno approfonditi qui di seguito.

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Ottenere un visto lavorativo

Al momento, la maggior parte dei lavoratori stranieri in Myanmar entra e vive nel Paese con un visto lavorativo. Inizialmente, i lavoratori stranieri ottiengono un visto lavorativo a ingresso singolo, valido per un soggiorno di settanta giorni. Ci si può procurare un visto lavorativo a ingressi multipli se il richiedente ha già ottenuto almeno due visti a ingresso singolo e non ha violato alcuna legge sull’immigrazione. I criteri secondo cui viene conferito tale visto non sono rigidamente definiti ma valutati caso per caso. Talvolta le autorità potrebbero richiedere solo un visto a ingresso singolo, in altri casi tre. I visti lavorativi a ingresso multiplo consentono ingressi illimitati durante il loro periodo di validità, che può essere di tre mesi, sei mesi o un anno. Esiste però un limite massimo di settanta giorni di soggiorno per ciascun ingresso.

I cittadini di cinquanta Paesi sono autorizzati a richiedere online di un visto lavorativo elettronico a ingresso singolo di settanta giorni. Per ottenere il visto elettronico è necessario entrare nel Paese tramite gli aeroporti di Yangon, Mandalay o Nay Pyi Taw. Inoltre, i cittadini di quarantotto Paesi possono ottenere un visto lavorativo all’arrivo, mentre i cittadini di tutti gli altri Paesi devono richiederne uno presso le ambasciate o i consolati del Myanmar. Soltanto i cittadini della Cambogia, Indonesia, Laos, Filippine, Singapore, Thailandia e Vietnam possono entrare in Myanmar senza un visto, purché soggiornino per un massimo di quattordici giorni. Il costo del visto varia in base al Paese di origine, il visto a ingresso multiplo è comunque ovviamente più costoso di quello a ingresso singolo.

La seguente documentazione è richiesta al momento della domanda per un visto lavorativo:

  • Una lettera di referenze del datore di lavoro, che includa i dettagli sul tipo di attività, lo scopo della visita, il nome del richiedente, i dettagli del suo passaporto, la posizione all’interno della società e le date di ingresso e di uscita;
  • Una lettera di invito da una società registrata in Myanmar, su carta intestata;
  • La specifica di un garante appartenente a una società registrata in Myanmar, che è anche la persona che invita ufficialmente il richiedente. Il garante deve essere il direttore esecutivo o il proprietario della società e deve avere una copia del certificato di registrazione della società in Myanmar. Il garante potrebbe essere contattato dalle autorità dell’immigrazione durante le procedure di domanda;
  • Il modulo di richiesta del visto;
  • Due fotografie recenti con sfondo bianco di dimensioni 35mm x 45mm; e
  • Un passaporto valido per almeno sei mesi e una copia della pagina del passaporto contenente i dati personali.
Ottenere un permesso di soggiorno e un visto speciale per viaggi multipli e rientro

Nonostante i visti lavorativi siano limitati a soggiorni di settanta giorni – sia quelli a ingresso singolo che a ingressi multipli – è possibile ottenere un permesso di soggiorno o un visto speciale per viaggi multipli e rientro per estendere il periodo totale. Il permesso di soggiorno non è un visto a parte ma un permesso speciale che rimuove il limite dei settanta giorni, concedendo al lavoratore straniero di rimanere in Myanmar per la durata di tre mesi, sei mesi o un anno.

Tuttavia, un permesso di soggiorno è valido solo per un ingresso, anche se chi lo possiede ha un visto a ingressi multipli. Affinché il permesso di soggiorno rimanga valido anche dopo aver lasciato il Myanmar, bisogna ottenere un visto speciale per viaggi multipli e rientro. Tale visto è valido per tre mesi, sei mesi o un anno. I criteri secondo cui viene assegnato sono più rigidi di quelli per il visto lavorativo o il permesso di soggiorno. Il richiedente è idoneo per il visto speciale per viaggi multipli e rientro se è entrato in Myanmar con un visto lavorativo almeno tre volte in diverse occasioni e se è in grado di dimostrare di essere impiegato come consulente, direttore o manager. Il permesso di soggiorno e il visto speciale per viaggi multipli e rientro sono regolati dal Ministero dell’Immigrazione.

La seguente documentazione è richiesta al momento della domanda per un permesso di soggiorno e per un visto speciale per viaggi multipli e rientro:

  • Una lettera di referenze del datore di lavoro, che includa i dettagli sul tipo di attività, lo scopo della visita, il nome del richiedente, i dettagli del suo passaporto, la posizione all’interno della società e le date di ingresso e di uscita;
  • Una lettera di invito da una società registrata in Myanmar, su carta intestata;
  • Il Curriculum Vitae del richiedente;
  • Una lettera di autorizzazione notarizzata e legalizzata dalla relativa ambasciata o consolato del Myanmar;
  • I documenti societari, inclusi certificato di registrazione, permesso e affidavit della società;
  • Il modulo di richiesta del visto;
  • Due fotografie recenti con sfondo bianco di dimensioni 35mm x 45mm; e
  • Un passaporto valido per almeno sei mesi e una copia della pagina del passaporto contenente i dati personali.
Professional Service_CB icons_2015LETTURE CORRELATE: La nuova Legge sugli Investimenti esteri del Myanmar
Ottenere un permesso di lavoro

La Legge sugli Investimenti Esteri del Myanmar del 2012 ha introdotto un sistema di permessi di lavoro per gli investitori stranieri in Myanmar. Secondo tale legge, le società che investono in Myanmar o quelle costituite secondo la Legge delle Zone Economiche Speciali del Myanmar (MSEZL – Myanmar Special Economic Zone Law), possono richiedere un permesso di lavoro per stranieri che ricoprono posizioni manageriali o di supervisione o per quelli che possiedono competenze tecniche. Per fare ciò, una società deve avere un Permesso d’Investimento e ricevere una sponsorizzazione da parte della Commissione degli Investimenti del Myanmar (MIC – Myanmar Investment Commission) per assumere lavoratori stranieri. In alternativa, se una società opera secondo la MSEZL, può fare domanda al One Stop Service Center (OSSC) della zona.

Per ottenere un permesso di lavoro, il richiedente deve godere di buona salute, presentare una lettera di referenze da parte del proprio datore di lavoro e avere una laurea riconosciuta a livello regionale o internazionale attinente alla natura del proprio impiego, come prova delle sue competenze. Anche con un permesso di lavoro, i lavoratori stranieri dovranno comunque ottenere un permesso di soggiorno e un visto speciale per viaggi multipli e rientro per restare in Myanmar oltre settanta giorni e per poter uscire ed entrare dal Paese con lo stesso visto.

Cambiamenti legislativi

I requisiti per assumere lavoratori stranieri in Myanmar, allo stesso modo di altri aspetti riguardanti gli investimenti stranieri, si stanno gradualmente liberalizzando. Mentre secondo la Legge sugli Investimenti Esteri del Myanmar del 2012, una parte dei lavoratori della società doveva essere burmese (25 per cento nei primi due anni della costituzione della società, 50 per cento per gli anni tre e quattro, 75 per cento tra il quinto e il sesto anno), ora, secondo la nuova Legge degli Investimenti, non è più così. Tuttavia, le società devono dare precedenza a candidati locali e non possono assumere stranieri come manodopera non qualificata. Inoltre, le società sono tenute ad attivare sistemi per trasferire conoscenza e competenze a impiegati locali.

Agli investitori che assumono talenti stranieri per lavorare in Myanmar è consigliato monitorare di continuo i siti web del governo e i notiziari locali per tenersi aggiornati su eventuali sviluppi legislativi. Normative finalizzate a creare un sistema legale esauriente per i lavoratori stranieri sono già state preparate e sono al momento in fase di revisione. Per esempio, se la bozza della Legge sugli Stranieri verrà approvata dal parlamento del Myanmar nella sua forma attuale, c’è la possibilità che vengano imposte restrizioni ai viaggi interni per i residenti stranieri. Al momento, la bozza stipula che gli stranieri che possiedono un Certificato di Registrazione per Stranieri (FRC – Foreign Registration Certificate, un permesso di soggiorno per chi intende rimanere in Myanmar per oltre novanta giorni consecutivi) dovrebbero ottenere l’approvazione da parte dell’ente municipale per l’immigrazione prima di viaggiare all’interno del paese e al di fuori dal loro indirizzo di registrazione per più di 24 ore. Il mancato ottenimento di tale permesso prevede fino ad un anno di reclusione. Anche a chi viene garantito il permesso di procedere sarà richiesto di informare le autorità dell’immigrazione del loro arrivo.

La futura normativa ha attirato l’attenzione della comunità di expats nel Paese. Le camere di commercio di diversi Paesi hanno chiesto al governo di riconsiderare tale proposta di legge. La comunità straniera ha dichiarato che quanto contenuto nella bozza di legge rallenterebbe gli investimenti e che esporrebbe gli stranieri a rischi considerevoli. Poiché il Paese prevede di ricevere maggiori investimenti grazie alla nuova legge, entrata in vigore lo scorso aprile, ci si aspetta ulteriori nuove norme che chiariscano il ruolo dei lavoratori stranieri nel corso dell’anno.

Nota dell’editore: questo articolo è stato pubblicato per la prima volta il 23 gennaio 2017 ed è stato aggiornato il 23 maggio, in base agli ultimi sviluppi.


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