Timor Est entra nell’ASEAN — Una nuova frontiera per gli investitori strategici
Il 26 ottobre 2025, Timor Est è diventato l’undicesimo membro dell’ASEAN, completando un processo iniziato con lo status di osservatore nel 2022. Questo traguardo integra il Paese nel principale quadro commerciale e politico del Sud-est asiatico e segna la sua transizione da economia di frontiera a partecipante legittimo nelle catene del valore regionali.
Per gli investitori, questo cambiamento offre maggiore certezza, consente l’accesso ai meccanismi dell’ASEAN e stabilisce una chiara base legale per le attività nella regione.
Che cosa cambia l’appartenenza all’ASEAN
L’adesione porta Timor Est nella Comunità Economica ASEAN e nell’Area di Libero Scambio dell’ASEAN, che gradualmente rimuove le barriere tariffarie e non tariffarie. Il Governo ha potenziato la sua agenzia di promozione degli investimenti – TradeInvest Timor-Leste – e SERVE, il registro unico che gestisce le registrazioni societarie. Entrambe le agenzie ora coordinano il rilascio dei Certificati d’Investimento, che garantiscono esenzioni fiscali sui redditi, esenzioni doganali ed esenzioni dai dazi all’importazione.
Queste riforme sono simili a quelle riguardanti Cambogia e Laos nei primi anni nell’ASEAN, nel corso delle quali all’adesione è seguito l’aggiornamento istituzionale che ha attirato investimenti esteri a lungo termine. Timor Est sta seguendo lo stesso percorso con la modernizzazione della propria legge sugli investimenti, la digitalizzazione delle dogane e il collegamento delle infrastrutture alle catene di approvvigionamento regionali.
Dimensioni del mercato e condizioni operative
Timor Est ha una popolazione di circa 1,4 milioni e un PIL di circa 2 miliardi di dollari USA. Sebbene il mercato interno abbia dimensioni ridotte, l’economia utilizza il dollaro statunitense come moneta legale, eliminando i rischi legati al cambio. La legge sugli investimenti garantisce il libero rimpatrio di profitti e dividendi attraverso le banche locali. Questi principi fondamentali — stabilità della valuta e diritti di rimpatrio — rendono la giurisdizione attraente per investitori internazionali che apprezzano meccanismi noti riguardanti tali aspetti.
Modalità di ingresso
Gli investitori registrano la società tramite il SERVE e presentano domanda su TradeInvest per la relativa certificazione. La decisione di TradeInvest è prevista entro alcune settimane, con tempistiche pubblicate che variano da circa 18 giorni lavorativi per l’elaborazione degli incentivi fino a circa 30 giorni per l’approvazione finale dell’investimento, mentre la registrazione della società di solito si completa entro 5 giorni. Le imprese certificate possono importare beni capitali esenti da dazi e ottenere esenzioni fiscali sui redditi legate alla posizione e alle dimensioni del progetto. Questo procedimento offre una modalità legale efficace per costituire e gestire imprese a capitale estero, mentre continua il processo di armonizzazione nell’ambito dell’ASEAN.
Quadro fiscale
L’imposta sui redditi delle società per le attività non petrolifere è del 10%. Non è prevista IVA interna, mentre le importazioni sono soggette a un’imposta sulle vendite del 2,5% e a dazi doganali del 5%. La ritenuta d’acconto si applica a determinate attività e i non residenti senza una struttura permanente devono versare un’imposta finale del 10% sui redditi provenienti da Timor Est. I trattati di doppia imposizione sono tuttora limitati, ma l’allineamento agli standard dell’ASEAN dovrebbe ampliare la copertura dei trattati al Paese nei prossimi anni. L’attuale struttura fiscale è snella, trasparente ed efficiente per le imprese orientate all’esportazione.
Struttura della proprietà fondiaria
La proprietà del suolo da parte di stranieri è vietata dalla costituzione, ma gli investitori possono ottenere contratti di locazione, sia statali che privati, a lungo termine. Questi contratti sono sicuri, trasferibili e registrabili, rendendoli lo strumento principale per la realizzazione di strutture ricettive, progetti industriali e logistici. Lo Stato attribuisce frequentemente concessioni su terreni pubblici per investimenti strategici, offrendo così un’alternativa valida alla piena proprietà.
Incentivi e zone di sviluppo
Gli incentivi agli investimenti previsti dalla Legge sugli Investimenti Privati 15/2017 sono tra i più competitivi della regione. Gli investitori certificati ricevono esenzioni fiscali fino a dieci anni ed esenzioni doganali e accise sui materiali importati. I benefici variano a seconda della posizione geografica: la Zona A copre Dili, la Zona B gli altri comuni e la Zona C copre l’isola di Ataúro e Oe-Cusse, dove i progetti possono beneficiare degli incentivi e delle concessioni territoriali più lunghe. Queste zone corrispondono a piani nazionali di diversificazione dalla dipendenza dal petrolio e di attrazione per progetti di energia rinnovabile, turismo e agrobusiness.
Infrastrutture e connettività
Il Porto della Baia di Tibar, il primo terminal container moderno di Timor Est, è stato inaugurato nell’ambito di una partnership pubblico-privata, sostituendo il Porto di Dili come principale porta d’accesso marittima del Paese. Il nuovo porto è più affidabile, riduce i tempi di permanenza e consente l’attracco di navi di grandi dimensioni. Sono in corso anche miglioramenti infrastrutturali nei campi energetico, stradale e delle telecomunicazioni. Questi sviluppi sono alla base dello sforzo del Governo per far entrare Timor Est nella rete logistica dell’ASEAN che collega Indonesia e Australia settentrionale.
Approccio strategico agli investimenti
Gli investitori esteri dovrebbero pianificare l’ingresso come un processo sequenziale basato sulla Legge sugli Investimenti Privati e sul suo decreto attuativo del 2018. Questi strumenti normativi definiscono incentivi, licenze e obblighi di rendicontazione, mentre l’appartenenza all’ASEAN offre un contesto politico più ampio per l’integrazione.
La maggior parte delle aziende inizia con una presenza commerciale o di servizi a Dili, dove hanno sede TradeInvest e SERVE e dove hanno sede i ministeri statali ed il sistema bancario. L’ingresso anticipato consente agli investitori di ottenere certificazioni, valutare la logistica e costruire team locali prima di investire capitali importanti. Una volta che le attività sono stabilite, è possibile estendere le attività produttive o di esportazione, specialmente nella Zona Economica Speciale (ZEESM) di Oe-Cusse che offre ampie esenzioni fiscali, operazioni doganali semplificate e terreni industriali pre-approvati.
Turismo, energie rinnovabili e agroindustria offrono attualmente i percorsi di ingresso più fluidi perché sono in linea con le priorità nazionali degli investimenti. I progetti sull’isola di Ataúro o a Oe-Cusse possono beneficiare degli incentivi della Zona C, incluse le esenzioni fiscali fino a dieci anni e le riduzioni dei dazi sui materiali importati. La produzione può avere successo quando gli investitori valutano il costo delle materie prime importate e utilizzano la logistica portuale integrata nella baia di Tibar per gestire i costi.
Vengono incoraggiate le partnership pubblico-private nelle infrastrutture, nell’energia e nell’istruzione. Gli investitori solitamente siglano memorandum d’intesa con i ministeri responsabili, con il supporto delle opinioni tecniche di TradeInvest. Un dialogo immediato con il Ministero del Turismo, Commercio e Industria o Energia di Timor Leste spesso accelera l’accesso fondiario e le connessioni alle utilities, due dei fattori più importanti nell’attuazione di un progetto.
La strategia più efficace combina una costituzione aziendale anticipata per il riconoscimento legale con una distribuzione graduale del capitale legata al grado di sviluppo delle infrastrutture. Le aziende che ottengono la certificazione durante questa fase di integrazione ottengono non solo vantaggi finanziari, ma anche valutazioni prioritarie per i futuri programmi finanziati dall’ASEAN. L’attuale finestra favorisce gli investitori che stabiliscono una presenza ora, mentre gli incentivi e le capacità amministrative sono ai massimi livelli.
Chi siamo
ASEAN Briefing è prodotto da Dezan Shira & Associates la quale assiste gli investitori in tutta l’Asia e dispone di uffici in ASEAN, tra cui Singapore, Hanoi, Ho Chi Minh City e Da Nang in Vietnam, a Giacarta, in Indonesia e a Kuala Lumpur in Malesia. Con partnership offriamo gli stessi servizi nelle Filippine e in Tailandia, mentre manteniamo uffici diretti in Cina, Hong Kong SAR, India e Mongolia. Contattateci all’indirizzo asean@dezshira.com e visitate il nostro sito web all’indirizzo www.dezshira.com.





