Costi del fare business a Singapore e Hong Kong: un confronto

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China-SG-HKSingapore rappresenta di fatto il fulcro finanziario e dei servizi dell’ASEAN, e in quanto città stato è conveniente confrontarla con Hong Kong, invece di paragonarla alla Cina nel suo insieme. Le due città in competizione sono sempre piu’ spesso messe a confronto: quali i risultati preliminari?

Da quando Hong Kong è rientrata sotto la sovranita’ cinese nel 1997, il suo ruolo di centro dei servizi si è ridotto quasi esclusivamente a mero corridoio di accesso alla Cina continentale, e a ponte tra la Cina e Taiwan. Singapore, invece, ha istrato progressi in larga parte grazie al suo ruolo nell’ASEAN, diventandone un centro di interesse regionale. Questo significa che è ora possibile rimarcare distinzioni tra i mercati con cui queste due città hanno a che vedere. Anche se semplicistica, la regola generale secondo cui Hong Kong “serve” la Cina e Singapore svolga analoga funzione per l’ASEAN contiene un fondo di verità, soprattutto se si pensa al fatto che Hong Kong non è inclusa nel China-ASEAN Free Trade Agreement, anche se le trattative sono ancora aperte.

Le due città differiscono anche per la gestione dell’immigrazione negli ultimi quindici anni. La crescente sinizzazione di Hong Kong ha innescato un processo di erosione della cultura locale dando origine a frizioni e scontri tra i locali e gli immigrati, cosi’ come, e piu’ recentemente, con i turisti della Cina continentale. Singapore è stata, invece, più selettiva e ha posto condizioni stringenti all’immigrazione, come ad esempio alcune qualifiche accademiche, in previsione di un generale e maggiore benessere urbano. In effetti, il governo di Singapore è stato tacciato di aver adottato politiche autoritarie. Tuttavia la città gode ora di uno standard di vita e di curatezza più elevato di Hong Kong, dove le strade pubbliche, per esempio, non fanno segreto di richiedere profondi interventi di manutenzione.

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É evidente che Hong Kong e Singapore competono per simili obiettivi. Entrambe le città, ad esempio, sono centri di scambio del RMB ed entrambe attraggono investitori cinesi. Dal punto di vista dei costi e degli scambi commerciali, come si piazzano le due città?

Il commercio di Hong Kong

Hong Kong_wm

Prodotti esportati: Oro (37%), Telefoni (5.1%), Gioielleria (3.4%), Argento (2.2%), e rottami i rame (1.9%)

Prodotti importati: Oro (9.9%), Telefoni (6.4%), Computer (5.8%), Circuiti integrati (5.6%), e attrezzatura per telecomunicazioni (4.9%)

Settore dei servizi (% sull’export totale): 30%

Il grafico mostra il profondo coinvolgimento di Hong Kong nel commercio di gioielli; le materie prime sono lavorate e trasformate in pezzi di design principalmente per il mercato cinese. Prodotti di alta gamma sono spesso presenti ad Hong Kong ad un prezzo inferiore rispetto alla Cina continentale, dove rimangono in vigore norme stringenti soprattutto circa apparecchiature di comunicazione. Va da se’, la grande sopratassa sui beni di lusso importati. Questa situazione incoraggia i cinesi del continente ad acquistare tali beni ad Hong Kong e ad introdurli in Cina come beni personali per poi rivenderli. Questo metodo elusivo della pressione fiscale su prodotti specifici e di alta qualità è diventato uno dei principali scopi del turismo verso la città. Tuttavia, dato il basso valore aggiunto legato alla lavorazione dei gioielli, è discutibile quale sia il vantaggio di Hong Kong nel portare avanti tale business di trasformazione.

Il settore dei servizi ha subito un notevole sviluppo a seguito del leggero declino dell’industria manifatturiera, dovuto al graduale spostamento verso la Cina continentale. Ci si riferisce ai principali servizi di supporto al commercio come pubblicità, fiere e marketing in aggiunta ai servizi finanziari. La maggior parte di essi sono mirati per il mercato cinese. Vale anche la pena notare come molte delle società registrate ad Hong Kong come “manifatturiere” agiscano di fatto come delle holding o delle organizzazioni di servizio per le sussidiarie del continente, e ciò significa che la percentuale dei servizi sull’export totale di Hong Kong è probabilmente più alta di quella ufficialmente stimata.

Il commercio di Singapore

 Singapore_wm

Prodotti esportati: Petrolio raffinato (28%), Circuiti integrati (7.9%), Computer (4.3%), Composti amminici a funzioni ossigenate (3.2%), e Medicinali confezionati (2.1%)

Prodotti importati: Petrolio raffinato (23%), Petrolio greggio (12%), Circuiti integrati (6.5%), Computer (2.7%), e Gas di petrolio (GPL) (2.0%)

Settore dei servizi (% sull’export totale): 72%

Singapore ha sviluppato un settore petrolchimico a valore aggiunto, oltre al reimballaggio di tecnologia informatica e di medicinali (generalmente di origine indiana e alcune medicine tradizionali cinesi) con un campo d’azione maggiore rispetto alla base di mercato di Hong Kong e meno dipendenza dalla Cina. Singapore si è inoltre dedicata maggiormente allo sviluppo del settore dei servizi rispetto ad Hong Kong, in prevalenza servizi finanziari e commerciali, seguiti da IT, trasporti e comunicazioni.

Singapore è stata, inoltre, visibilmente attiva nella firma di accordi bilateriali sulla doppia tassazione (Double Tax Treaties – DTA), per un totale di circa cento trattati. La città ha anche firmato un accordo di libero scambio con gli Stati Uniti d’America. Al contrario, la politica di Hong Kong sui DTAs ed altri accordi è stata piuttosto disomogenea negli ultimi anni. Pechino è responsabile degli affari esteri di Hong Kong, ma non ha ancora incluso il territorio nei suoi accordi più significativi (come l’ASEAN Free Trade Agreement) e non è chiara la posizione che sara’ assunta da Hong Kong nei futuri trattati. Hong kong ha un “Closer Economic Partnership Agreement” con la Cina (CEPA), anche se potrebbero volerci sette anni prima che entri in vigore. La città vanta inoltre circa 30 accordi DTA attualmente validi – circa un terzo di Singapore. Dunque, a confronto, la posizione di Hong Kong non sembra essere stata ancora ben definta, non essendo la città nè completamente parte degli accordi bilateriali cinesi nè libera di agire senza l’approvazione di Pechino.

Nel frattempo possiamo comparare i costi operativi nelle due città cosi’ come segue:

Singapore&Hong-Kong_wm

Hong Kong rimane un centro di servizi importante e una porta aperta per la Cina. Tuttavia, vi sono diverse domande da porsi sulla politica di posizionamento di Hong Kong come centro regionale, specialmente se comparata con Singapore. Hong Kong non sembra avere alcun programma per diventare un centro di servizi asiatico se non quello per integrare la città nel delta del Fiume delle Perle (YPRD) e usarla come centro per generare capitali di investimento per le società cinesi. Nel frattempo, i prezzi delle proprietà sono schizzati alle stelle, rendendo gli afitti quasi proibitivi. Un altro esempio riguarda gli operatori turistici cinesi i quali sembrano aver intrapreso dei business paralleli di scambio piuttosto che offrire una vera e propria esperienza di visita della città. In breve, ci sembra verosimile che il territorio stia pagando effetti di una gestione non inecccepibile.

I costi elevati impongono di effettuare molte operazioni in back-office spingendo molti abitanti di Hong Kong a trasferirsi in città vicino a Canton come Shenzhen. Non è più chiaro quale sia l’attuale funzione della città. Per il momento, Hong Kong rimane il luogo ideale per costitutire una società di trading che operi con la Cina continentale, per la sua ricchezza di risorse umane qualificate e la prossimità al territorio cinese. Il settore dei servizi mantiene una fama mondiale: che riesca a conservare questa superiorità di fronte all’ascesa di città come Shenzhen e Shanghai, con costi operativi minori e conformità legislativa continentale, dipendera’ anche dalle future normative doganali. Le intenzioni di Pechino e le previsioni sullo sviluppo cinese dei prossimi anni potrebbero mettere in dubbio il ruolo chiave di Hong Kong, specialmente per la mancanza di altri settori a valore aggiunto. Questo fa di Hong Kong una pedina cinese mentre permane la possibilità che il settore dei servizi sia trasferito addirittura direttamente in Cina. Il processo è, per certi versi, già in atto e continuerà a meno che il Governo Centrale non identifichi per Hong Kong un ruolo specifico per il futuro.

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Singapore nel frattempo si è posizionata come porta dell’Asia sviluppando piani specifici e strategie a lungo termine. Mentre Hong Kong ha accolto la Cina, Singapore ha abbracciato una visione più ampia, favorendo la creazione di un agglomerato linguistico e culturale panasiatico, specialmente all’interno dell’ASEAN, risultato che Hong Kong non ha raggiunto. Singapore ha, inoltre, investito in settori a reale valore aggiunto, importando petrolio greggio, gas e altri materiali prodotti dai paesi vicini dell’ASEAN, soprattutto Indonesia, e lavorandoli per l’esportazione, altro obiettivo mancato da Hong Kong.

Anche se i costi operativi ad Hong Kong, come gli affitti, risultano essere il doppio di Singapore, le due città restano in competizione per un business environment favorevole, concorrendo su tassi fiscali ecc. Tuttavia, è Singapore ad essersi sviluppata come vero e proprio centro regionale per l’Asia, lasciando Hong Kong a trattare quasi esclusivamente con la Cina.

Infine, Hong Kong, nonostante i suoi problemi, rimane tutt’ora il migliore centro di servizi che opera con la Cina continentale, anche se Shenzhen inizia a poter essere considerata una valida alternativa. Singapore è però un centro di servizi di livello superiore se si ha a che fare con l’ASEAN, grazie alla prossimità ai mercati ma anche alle competenze in ambito linguistico e ad una ricca ed unica esperienza locale nei mercati di riferimento.


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