Brexit: cosa cambia per gli investitori dell’area ASEAN?

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A cura dellItalian Desk di Dezan Shira & Associates 

ASEAN BrexitConiata come “Brexit”, la fuoriuscita del Regno Unito dall’Unione Europa decisa da un risicato 52 per cento dell’elettorato britannico, è stata motivo di sgomento per gli analisti di tutto il mondo e i dibattiti inizialmente solo europei sono oggi una questione decisamente globale. È largamente discusso se la decisione presa avrà considerevoli ripercussioni solo sull’economia del continente oppure se, considerata la stretta interconnessione dei mercati, coinvolgerà anche gli altri operatori globali, senza eccezioni. Evidenze empiriche portano tuttavia a propendere più per il secondo scenario. Basti segnalare in tal senso come i mercati valutari del Sud-Est Asiatico abbiano già mostrato evidenze nei tassi di cambio, resi estremamente volatili. La futura esclusione del Regno Unito dalla fitta trama di accordi commerciali stretti tra UE e regione ASEAN, poi, è suscettibile di avere un impatto a lungo termine sul commercio regionale. Ecco che, per tutti gli investitori europei attivi nella regione ASEAN e per i gruppi britannici che si dicono interessati ad investirvi, risulterà fondamentale monitorare da vicino gli sviluppi della “Brexit”.

Analisi di breve termine: volatilità dei tassi di cambio

Come i mercati ASEAN hanno sperimentato fin troppe volte, la volatilità delle valute è una delle più immediate conseguenze di una qualsiasi crisi economica. Quando ancora i cittadini britannici erano impegnati nella votazione del referendum, i mercati, intimoriti dalla possibile “Brexit”, hanno inaspettatamente svalutato il cambio GBP/USD di sette punti percentuali, nonostante la sterlina sia una valuta a sé rispetto all’euro. Una volta chiusi i seggi, inoltre, tutte le valute dei Paesi ASEAN hanno registrato un apprezzamento nei confronti dei GBP.

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Dette turbolenze presenti nel mercato valutario favoriscono l’utilizzo delle monete dell’area ASEAN tra quanti acquistano beni o richiedono prestiti nel Regno Unito e quanti utilizzano la Sterlina britannica come mezzo di denominazione o di scambio. Grazie a ciò, nel breve termine da una parte si avvantaggeranno i consumatori stranieri, che potranno acquistare dai fornitori inglesi beni ad un prezzo più conveniente; dall’altra, i consumatori britannici, che non saranno più in grado di usufruire dei prodotti di numerosi mercati, inclusi quelli della regione ASEAN, saranno penalizzati. È poi probabile che questa nuova congiuntura economica imporrà vincoli di liquidità ai consumatori britannici. Inoltre, il rischio che gli accordi di acquisto ad oggi esistenti tra i suddetti soggetti ed i fornitori della regione ASEAN si interrompano è sempre più concreto.

A parte i danni diretti inferti al valore della sterlina, la “Brexit” ha generato considerevoli tensioni in tutta l’Eurozona e ha rafforzato i dubbi circa la futura tenuta della moneta unica europea. Tali preoccupazioni si sono tradotte in una rivalutazione di tutte (con unica eccezione la Malesia) le valute dell’area ASEAN rispetto all’Euro. Inoltre, gli investitori che hanno deciso di disinvestire i capitali dall’Eurozona li hanno reimpiegati in asset denominati in dollari americani, favorendo così un apprezzamento di questa valuta nei confronti delle monete dell’area ASEAN. Le variazioni nel valore di mercato di dollaro ed euro non saranno prive di conseguenze per i mercati valutari del Sud-Est asiatico. Naturalmente, il loro impatto sarà minore rispetto a quello generato dal diverso apprezzamento della sterlina britannica, ma le ripercussioni sul prezzo di compravendita saranno comunque tangibili. Le esportazioni verso l’Unione Europea, per esempio, verranno sensibilmente ridotte dal momento che i compratori dell’Eurozona, sfavoriti del prezzo delle negoziazioni, saranno esclusi dai mercati dell’area ASEAN. D’altra parte, grazie all’aumento relativo delle loro valute, i compratori della regione ASEAN beneficeranno dall’acquisto di beni dall’Eurozona ad un prezzo ridotto. I Paesi di questa area che esportano negli USA, ed in particolare Malesia ed Indonesia, poi, riscontreranno un aumento nella domanda.

In ultimo, gli investitori dovrebbero prestare attenzione a quei Paesi dell’area ASEAN che hanno scelto di calmierare la loro valuta. Data l’elevata volatilità e numerosità delle contrattazioni effettuate sui mercati internazionali, paesi quali il Laos, il Myanmar ed anche il Vietnam potrebbero decidere di impegnarsi per mantenere fisso il tasso di cambio con la sterlina o con altre valute quali il dollaro statunitense.

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Sfide a lungo termine: liberalizzazione dei commerci

Se gli effetti a breve termine della “Brexit” investiranno i mercati valutari, quelli più a lungo termine coinvolgeranno le relazioni tra regione dell’ASEAN e continente europeo.

Innanzitutto, è bene chiarire che il Regno Unito è privo di un proprio network di accordi commerciali con le economie dell’ASEAN. Inoltre, numerosi progetti congiunti tra Unione Europea ed Associazione delle Nazioni del Sud-Est Asiatico sono ancora in corso di realizzazione o addirittura di negoziazione. Attualmente, in effetti, l’Unione Europea sta discutendo le condizioni per degli imminenti accordi commerciali con alcune delle principali economie dell’area ASEAN, tra cui Malesia, Singapore, Thailandia e Filippine. 

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D’ora in poi, inconseguenza della “Brexit”, il Regno Unito non sarà incluso in suddette negoziazioni e non potrà dunque godere di alcun beneficio derivante dalla stipula di tali accordi. Questo rappresenterà un problema non indifferente per chi desidera esportare i propri prodotti nel Regno Unito e per tutti gli investitori che, con base il Regno Unito, ambiscono ad espandersi nella regione dell’ASEAN. Sebbene sia altamente probabile che gli UK si adoperino per stipulare questi accordi in via autonoma, le suddette cooperazioni economiche devono ancora essere annunciate e ci vorranno anni prima che si giunga ad un accordo definitivo in merito che ne consenta poi la piena implementazione.

La “Brexit” sarà motivo di preoccupazione anche per gli investitori dell’Europa continentale che nel recentissimo passato stavano per beneficiare di accordi commerciali. Dopo il duro colpo inferto al governo centrale di Bruxelles ed alla fiducia che i cittadini europei vi riversavano, nel medio termine le negoziazioni passeranno irrimediabilmente in secondo piano. Per quanto tempo, lo determinerà la velocità di risposta del governo centrale europeo alla “Brexit”.

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Opportunità di investimento: la Trans Pacific Partnership ed il Vietnam

Come già evidenziato, la volatilità delle valute europee favorirà le importazioni da parte di numero consistente di produttori e clienti ASEAN. Nel lungo termine, tuttavia, i vantaggi economici derivanti dal diminuito ruolo dell’Unione Europea nell’area ASEAN verranno sfruttati solo da alcuni membri dell’Associazione, che, riuscendo a prevaricare sugli altri, conquisteranno posizioni di vantaggio.

Il Vietnam, avendo già concluso le negoziazioni con l’Unione Europea, si candida ad essere uno dei grandi vincitori di fronte alla sfida della “Brexit”. In effetti, il ritardo che si verrà a creare nelle negoziazioni tra l’Europa e gli altri stati dell’ASEAN farà del Paese una delle economie più interessanti per gli investitori europei che desiderano realizzare investimenti a basso costo. In effetti, in reazione alla riduzione del potere di acquisto all’interno dell’Eurozona, i consumatori saranno alla ricerca di beni a prezzi competitivi: più le negoziazioni con gli altri paesi ASEAN saranno procrastinate, più il Vietnam si avvantaggerà essendo in grado di fornire suddetti prodotti. Dal punto di vista degli investimenti, la Trans-Pacific Partnership permetterà agli undici Paesi membri dell’ASEAN di consolidare ancora di più i propri vantaggi. La riduzione dei dazi e l’omologazione normativa tra Malesia, Singapore, Brunei e Vietnam offriranno importanti opportunità ai membri della TPP che non saranno invece disponibili per i competitors europei. Inoltre, il forte apprezzamento del dollaro nei confronti delle valute ASEAN porterà ulteriori benefici agli investitori statunitensi, ponendoli in una posizione di vantaggio per investire nella regione dell’ASEAN.

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“Brexit”: ed ora?

Nonostante l’intento del Regno Unito di uscire dall’Unione Europea, la regione dell’ASEAN rimarrà sempre un’area interessante per gli investimenti e la produzione. Molte economie di questa regione stanno negoziando accordi commerciali con l’UE ed hanno sperimentato un periodo economicamente fiorente grazie alla già menzionata volatilità delle valute. Nonostante ciò, è bene che le società attive nella regione comprendano il loro grado di esposizione ai rischi connessi con la “Brexit” e che si adoperino per ridurre gli eventuali rischi connessi. Nel breve termine, si consiglia alle società che dispongono di numerosi clienti europei (che siano britannici o dell’Europa continentale) di prestare estrema attenzione alla volatilità dei tassi di cambio e di valutare la possibilità di sottoscrivere contratti di opzione che mitighino la propria posizione all’interno del mercato ASEAN.

Nel medio termine, poi, sarà importante che le società monitorino i progressi negli accordi commerciali tra UE e stati membri dell’ASEAN. Prevedere quando e in quale specifico ambito si andranno a verificare ritardi nelle negoziazioni consentirà, infatti, di effettuare investimenti ed una pianificazione operativa efficaci.

 


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